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Sunday, May 20, 2012

Numero centotrentotto

Torino, 20 maggio 2012 - Numero centotrentotto

Anche il "Daily MAP News" si associa al lutto nazionale per il gravissimo attentato del 19 maggio alla scuola di Brindisi .

Tuesday, May 1, 2012

Numero centodiciannove

Torino, 1° maggio 2012 - Numero centodiciannove


E così sono quattro mesi... da quel primo Numero zero. A questo punto verrebbe da chiedereci se ne valga ancora la pena continuare, ma poiché le idee sono più forti dei fatti cerchiamo di trovare soluzioni, magari alternative. Proprio oggi, Festa del Lavoro, in una "Repubblica fondata sul lavoro".
Il lavoro è duro e pesante e poiché nello spirito del MAP c'è la "sostenibile pesantezza della materia", da cui dipende lo stesso "digitale", a cui troppo spesso crediamo acriticamente, a tutti (e saoprattutto ai 44 nostri members) grazie.

Sunday, April 29, 2012

Numero centodiciassette

Torino, 29 aprile 2012 - Numero centodiciassette


"Invero nelle società umane gli elementi utili che le costituiscono non soggiacciono mai a completa distruzione, non sono cioè né possono essere annientati, ma o allo stato latente o allo stato attivo, o in forma di persone vive o nelle opere parlate, scritte, stampate, dipinte, scolpite, operate insomma in qualsiasi guisa e sotto qualsiasi forma, durano nell’organismo del quale siano parte naturale ovvero acquisita. Anche quando una istituzione cade, una persona muore, non scompaiono in tutto gli effetti derivati dal fatto solo della loro esistenza in un dato momento; si può dire con espressione biblica che perisce soltanto la figura dell’istituzione o della persona – transit figura. E se cotesti elementi utili li consideriamo come altrettante quantità dell’energia che avviva ogni organismo sociale, saremo condotti a scorgere che nel mondo delle nazioni c’è qualche cosa d’analogo alla legge della conservazione dell’energia che impera nel mondo della natura. D’analogo, dico, non d’identico. Certo non si può affermare che la somma delle quantità costituenti l’energia totale d’un aggregato sociale non possa essere aumentata né diminuita da qualsivoglia mutua azione degli elementi che lo compongono. Ma anche nel mondo delle nazioni, dato un momento qualunque della sua esistenza, vi è costanza nelle svariate guise della vita ch’esso vive; di quella forza attiva cioè che si estrinseca nella scienza, nell’arte, nella economia, nell’etica, nel diritto, nella religione. E intanto vi è questa costanza e sino a tanto dura in quanto e sino a quando gli elementi della composizione abbiano carattere organico, siano cioè coefficienti necessari dell’organismo, compiendovi funzioni utili. I quali elementi, come ho testè accennato, possono essere non solo originari nell’organismo, ma eziandio acquisiti. Infatti la scienza di un popolo, la sua arte, la sua economia, la sua etica, la sua religione e via dicendo contengono quasi sempre coefficienti che provengono da altre genti e si mescolano agli elementi dell’energia vitale propria di quel popolo e vi durano con pari costanza di quelli e subordinati alle medesime condizioni. [...]
"La più squisita se nono sempre la più vigorosa forma dell’energia sociale è quella da cui si sprigiona la luce intellettuale che dall’uomo irradia su tutto quanto esiste, è lo spirito scientifico. Il quale, com’è propria caratteristica dell’energia, compie un lavoro scoprendo il vero; vince la resistenza dissipando l’ignoranza. Il lavoro è duplice: lavoro d’investigazione che riesce alla teoria; lavoro di operazione che applica la teoria. E chiamo forma dell’energia sociale lo spirito scientifico a doppio titolo: perché dall’organismo sociale è prodotto e perché il lavoro che esso compie è sempre, consciamente o inconsciamente, lavoro collettivo. Ogni scoperta della scienza pura, ogni invenzione della scienza applicata ha una storia d’indagini e di prove, di ipotesi e di tentativi, di verificazioni e di esperimenti, di successi definitivi o parziali e di insuccessi d’ugual sorta: lavoro molteplice, diuturno, incessante traverso anni ed anni, a volte traverso i secoli. La teoria cellulare di Schwann e Schleiden era stata predisposta da Gaspare Wolff, e la teoria protoplasmica che la distrusse si formò in più d’un secolo da Rösel von Rosehof sino a Massimiliano Schultze. La teorica della elettricità positiva e negativa soggiacque ad una faticosa elaborazione da sir Guglielmo Watson a Beniamino Franklin. La lista di coloro che lavorarono alla produzione e allo sviluppo della teorica della conservazione dell’energia è lunga dal conte Rumford a Maxwell. I precursori di Darwin sono una falange; di soli francesi il Quatrefages ne conta otto. E così dicasi di tante e tante scoperte degli scienziati. In quanto alle applicazioni degli inventori, le opere svariatissime che ne espongono le vicissitudini, da’più rozzi conati a’risultati più efficaci, sono di comune notorietà, trattisi di libri anedottici come quelli di Figuier e di Smiles o di opere d’elevata coltura, come quella del Reuleaux.Lavoro collettivo sì, ma però quelle teoriche e quelle invenzioni si designano come opere individuali di coloro che posero nella giusta direzione il moto dapprima errante del pensiero investigatore o ricercatore. E ben a ragione perché nelle menti di costoro, come luce in foco, il pensiero scientifico scintillato da quelle dei precursori e collaboratori si raccolse e concentrò, svolgendosene poscia più potente ed efficace a vantaggio di tutti, sia ne’ riguardi della speculazione sia in quelli dell’applicazione."


Dal discorso del Prof. Salvatore Cognetti De Martiis, professore di Economia e Legislazione Industriale alla Scuola di applicazione per gl'ingegneri, in occasione della solenne apertura degli studi dell’anno accademico 1894-’95 nella Regia Università di Torino, letto il 3 novembre 1894.

Saturday, April 28, 2012

Numero centoquattordici

Torino, 26 aprile 2012 - Numero centoquattordici

Finalmente il "MAP - MuseoArchivioPolitecnico" ha ottenuto il suo link nella home-page del Politecnico di Torino (nel banner di sinistra, in basso). Ci auguriamo tutti che quiesto sia il primo segnale di un  cambiamento che dovrà portare a un rinnovamento di una istituzione che almeno noi tutti riteniamo fondamentale per il nostro Ateneo.  Per ora si arriva alla vecchia pagina del CEMED, ma è in corso di allestimento un nuovo sito del MuseoArchivioPolitecnico, per ora ancora in fase sperimentale.
Si sta meditando di mutare la pagina facebook del "Daily MAP News", in una nuova pagina "MAP": si accettano consigli.

Sunday, April 15, 2012

Numero centotre

Torino, 15 aprile 2012 - Numero centotre


Pochi sanno che l'edificio qui rappresentato nella fotografia fu la sede del Museo Industriale Italiano dal 1865 al 1906 quando unendosi alla Scuola di applicazione per gli ingegneri si trasformò nel Politecnico di Torino, fondato in tale anno. Il complesso, ricco di aule, laboratori e gallerie di collezioni, fu completamente distrutto nella notte tra l'8 e il 9 dicembre dal 1942 da un bombardamento inglese e ora sul luogo, mai ricostruito, sorge (si fa per dire) la piazza Valdo Fusi.

Numero centodue

Torino, 14 aprile 2012 - Numero centodue

"Il Centro interuniversitario per la storia delle università italiane (Cisui) è stato creato nel 1996 da un gruppo di studiosi appartenenti alle Università di Bologna, Padova, Messina e Sassari con l’intento di incrementare le attività di ricerca nel settore della storiografia universitaria. Il Cisui si è proposto, fin dalla sua fondazione, come struttura di coordinamento fra i diversi Istituti e Centri che operano nel settore della storia universitaria presso i vari Atenei.
In questi anni le adesioni sono cresciute ed oggi al Cisui fanno capo gli studiosi di 24 università (Bari, Bologna, Chieti, Ferrara, Macerata, Messina, Milano "Bocconi", Milano Politecnico, Milano Statale, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Roma "Tor Vergata", Sassari, Scuola Normale Superiore di Pisa, Siena, Siena "Stranieri", Teramo, Torino, Udine, Valle d’Aosta, Verona).
Il Cisui è ospitato presso l’Università di Bologna (Centro di servizi Archivio storico); le sue attività sono coordinate da una Giunta, un Consiglio di gestione ed un Comitato scientifico."

Questo un estratto dalla presentazione del sito, ricco di documenti e memorie on line, soprattutto nei contenuti degli "Annali". Una cosa che stupisce è la mancanza del nostro Ateneo. Il Politecnico di Milano è presente e non manca neppure, oltre all'Università degli studi di Torino, quella della Valle d'Aosta.  Bisogna provvedere...

Saturday, April 14, 2012

Numero centouno

Torino, 13 aprile 2012 - Numero centouno

L'effetto cento ieri ha raddoppiato i lettori che sono passati a 84, ma è davvero poca cosa. Ora bisogna però passare a una definitiva fase operativa che dovrà portare a breve tempo a nuove soluzioni, e cioè:
1. una nuova struttura istituzionale a cui stiamo aspettando ormai da troppo tempo;
2. un riconoscimento formale delle attività del MAP;
3. una nuova sede con nuovi spazi;
4. una più ampia visibilità a livello di Ateneo, a partire dal Web;
5. una ristrutturazione del personale che preveda qualità nei servizi e continuità nel futuro.

Saturday, April 7, 2012

Numero novantasei

Torino, 7 aprile 2012 - Numero novantasei

Probabilmente è un destino comune, ma anche al Politecnico di Milano la memoria storica non trova molto spazio. Cercando su Internet si trova soltanto qualche cenno sulla storia dell'istituzione e sulle sedi storiche. Dove siano finite le collezioni degli strumenti elettrici ricuperate dal professor Andrea Silvestri, che nel 2007 curò un numero degli Annali di Storia delle Università Italiane, non è dato di sapere ai comuni mortali, che consultano il Web. Si accettano consigli e suggerimenti.

Numero novantacinque

Torino, 6 aprile 2012 - Numero novantacinque

Finalmente sono usciti i nomi dello staff del nuovo Rettore: prorettore e vicerettori. A tutti un augurio di buon lavoro. E ora una piccola considerazione. Nel Gattopardo si affermava che nel nostro Risorgimento in Sicilia "si cambiava tutto per non cambiare niente". Qui sembra che nulla sia cambiato rispetto al passato. E allora c'è davvero da sperare che qualcosa cambi. E il Museo del Politecnico ha davvero bisogno di un radicale rinnovamento. Vedremo.

Monday, April 2, 2012

Numero novantuno

Torino, 2 aprile 2012 - Numero novantuno


Oggi, a "Fahrenheit", trasmissione radiofonica su Rai Radio 3, è andata in onda un'ampia intervista con Andrea Carandini dal titolo Il nuovo dell'Italia è nel passato.
"In una Pompei che si sbriciola, immagine e metafora di più ampi sgretolamenti e distruzioni, tra italiani che non conoscono nemmeno la grammatica del nostro contesto vitale, del linguaggio dei paesaggi: città, campagne, periferie, villaggi, architetture, Andrea Carandini, professore emerito di Archeologia e Storia dell'arte greca e romana all'università La Sapienza, torna a scommettere sui beni culturali: il nostro paesaggio sono gli avi, siamo noi, è il futuro dei nostri figli."
E anche in questi tempi difficili, afferma l'illustre archeologo, è necessario che il governo dia un segnale forte intorno a quella che vuole essere la sua "filosofia" nei confronti della cultura. Una cultura che si deve raffrontare con un contesto sociale diverso da quello di un tempo, forse meno elitaria ma più attenta ai contesti. E ancora una volta, tra le righe, emergomo le gravi carenze soprattutto nei confronti dei musei delle culture materiali e dei musei delle scienze. Quando mai l'Italia potrà essere messa a confronto con la Francia, la Germania e l'inghilterra?

Saturday, March 10, 2012

Numero sessantotto

Torino, 10 marzo 2012 - Numero sessantotto


Trale varie fondazioni che hanno nelle loro finalità la conservazione della memoria industriale, la Fondazione Ansaldo di Genova occupa un posto di assoluto primato.
A fianco degli imponenti archivi documentari, la cineteca conserva importanti testimonianze di un passato glorioso delle acciaierie italiane. Le acciaierie di Cornigliano diventano il soggetto di un suggestivo filmato disponibile anche su YouTube. Un altro filmato illustra un impianto siderurgico a ciclo integrale.