Sunday, June 3, 2012
Numero centoquarantasette
Thursday, May 3, 2012
Numero centoventi
Saturday, April 21, 2012
Numero centonove
La mostra è stata illustrata su un grande schermo da un mosaico cinematografico “found footage” del videoartista Dimitris Kozaris, con interviste a Marco Casamonti e Vittorio Marchis.
Wednesday, April 4, 2012
Numero novantaquattro
- i modelli per la gallerie del vento delle architetture di Nervi (St. Mary’s Cathedral di San Francisco e Norfolk Scope Arena di Norfolk, Virginia) sono stati esposti al CIVA di Bruxelles dal 3 giugno all’8 agosto 2010 nella mostra “Pier Luigi Nervi”, al MAXXI di Roma dal 14 dicembre 2010 al 20 marzo 2011 nella mostra “Pier Luigi Nervi. Architettua come sfida. Roma: Ingegno e costruzione”, a Torino presso il Palazzo delle Esposizioni dal 29 aprile 2011 al 31 gennaio 2012 nella mostra “Pier Luigi Nervi. Architettua come sfida”; prossimamente saranno visibili a Berlino, negli spazi espositivi della Technische Universitaet e dell'Universitaet der Kuenste, da gennaio a inizi di marzo del 2012 e a Mendrisio negli spazi espositivi dell'Accademia di Architettura, da aprile a giugno 2012; • la seconda perforatrice pneumatica di G. Sommeiller è in prestito alla mostra “140 anni del traforo ferroviario del Fréjus” presso il Palazzo delle Feste di Bardonecchia (TO) dal dicembre 2011 al marzo 2012;
- la Divisumma 24 Olivetti, il gioco Georello della Quercetti, il telefono mod. 323 di Telecom, una lampadina con filamento in carbonio, un cavo telefonico, la M1 Olivetti, una pala del rotore di coda di un elicottero, un cristallo scintillatore, la P101 Olivetti, un microprocessore, un nodo di longherone del velivolo S55, un contatore elettrico dell’Enel sono stati prestati per la mostra “150 di genio italiano” a Genova presso il Palazzo della Borsa dal 21 ottobre al 1 novembre 2011; la mostra con i medesimi oggetti è stata replicata a New York presso l’Istituto Italiano di Cultura col titolo “150 Years of Italian Genius” dal 15 dicembre 2011 al 27 gennaio 2012;
- il modello del ponte Mosca sul fiume Dora a Torino (1885), il modello di una mezza arcata dello stesso ponte (1885), il modello del ponte sul Po a monte del Castello del Valentino (1883), il modello di un’armatura per una galleria (1870 ca.), il modello di armatura per la costruzione di una galleria (1880ca.), il modello di un ponte di scarico per il trasporto delle terre con vagoncini (1870ca.), il modello di una galleria in costruzione di strade ferrate (1870 ca.) e la prima perforatrice pneumatica di G. Sommeiller (1861) esposti alla mostra “Macchine Invenzioni Scoperte, Scienza e tecnica a Torino e in Piemonte tra ‘800 e ‘900” dal 29 gennaio al 19 febbraio 2012 presso l’Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese e dal 6 marzo al 20 maggio 2012 a Torino presso lo showroom Iveco;
- la Programma 101 Olivetti, il VIC 20 Commodore, il PPC 640 Amstrad, l’N-Cube e lo ZX Spectrum Sinclair per l’evento di riaccensione dell’Apple-1 del 10 maggio 2011; • il Motore FIAT S76 A è in partenza per la mostra “Bulloni & farfalle 150 anni di ambiente in Piemonte” presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino;
- saranno esposti a breve nella mostra “Ouverture 2012”, che avrà luogo a Milano dal 17 al 22 aprile presso Emporio 31 in via Tortona 31 in occasione di Tortona Design Week 2012, 10 cinematismi provenienti dalle nostre collezioni storiche.(Olivia Musso)
Numero novantatre
Monday, April 2, 2012
Numero novantuno
Oggi, a "Fahrenheit", trasmissione radiofonica su Rai Radio 3, è andata in onda un'ampia intervista con Andrea Carandini dal titolo Il nuovo dell'Italia è nel passato.
Sunday, March 25, 2012
Numero ottantaquattro

Numero ottantatre

Caro Vittorio,
vorrei porre alla Tua attenzione la situazione riguardante l’aliante CVT-2 «Veltro» che é attualmente custodito dall’associazione Gruppo Amici Velivoli Storici.
L’aliante, progettato dai professori Alberto e Piero Morelli nel Centro di Volo a Vela del Politecnico di Torino, effettuò il primo volo nel luglio del 1954; la sua apparizione, oltre cinquanta anni fa, assieme alle sue straordinarie prestazioni, fecero impressione. Il «Veltro» aveva l’aspetto e l’architettura generale degli alianti di oggi e precorse i tempi di almeno dieci anni. Pilotato da Alberto Morelli, il «Veltro» realizzò all’epoca le massime prestazioni in Italia, di quota assoluta, oltre 7000 m, nel marzo del ’56 e di distanza libera, 300 km, nell’agosto del ’57. Fu il secondo aliante al mondo con flusso laminare sul profilo dell’ala, preceduto soltanto da un aliante americano. Fu il primo aliante al mondo con l’impennaggio a «T», con timone a doppia fessura. L’aerofreno era poi costituito dal «flap» che a piccoli angoli fungeva da ipersostentatore e, agli angoli elevati, da potente freno aerodinamico. Anche il carrello del «Veltro» fu disegnato in un modo completamente originale per l’epoca, rendendolo retrattile nella fusoliera. Tutto questo fu anche oggetto di una pubblicazione scientifica presentata al sesto Congresso dell’Organisation Scientifique et Technique Internationale du Vol a Voile nel luglio del 1956.
Ora questa importante testimonianza di una rilevante attività tecnico-scientifica svolta presso il nostro Politecnico potrebbe andare perduta se non si provvederà al più presto al recupero dell’aliante, al momento depositato presso l’ex Manifattura Tabacchi, e al suo restauro, almeno dal punto di vista “statico”.
Ti chiederei pertanto a breve termine un aiuto per riportare il «Veltro» presso la nostra Istituzione e, in seguito, soprattutto quello necessario per restaurarlo e preservare così un’importante opera intellettuale e realizzativa del Politecnico di Torino.
Un cordiale saluto,
Sunday, March 4, 2012
Tuesday, February 21, 2012
Numero cinquantuno
Ritrovate in un vecchio archivio, queste fotografie testimoniano la mostra "La formazione dell'ingegnere nella Torino di Alberto Castigliano" che si tenne nella Sala del Consiglio di Facoltà del Politecnico di Torino nel 1984. Tra gli organizzatori c'erano Angiola Maria Sassi Perino, Ugo Rossetti ed Edoardo Benvenuto. Da qui ebbe origine la rinascita delle collezioni del Politecnico.






Friday, February 17, 2012
Numero quarantasette
Il presidente della ANMS - Associazione Nazionale Musei Scientifici di fronte a un crescente disinteressamento della comunità scientifica nei confronti del patrimonio storico delle università e a seguito di un lungo silenzio dal parte della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane ha scritto questa lettera, i cui contenuti sono assolutamente condivisi da parte del referente rettorale per il Museo del Politecnico, prof. Vittorio Marchis

Chiar.mo prof. Marco Mancini
Presidente CRUI
Palazzo Rondanini, Piazza Rondanini 48
00186 Roma
Magnifico Rettore e illustre Presidente,
In molte sedi - e non solo in Italia - questo patrimonio non è stato adeguatamente conservato e valorizzato nel corso del Novecento. La CRUI ha il grande merito di aver creato, nel 1999, una Commissione Musei incaricata di formulare proposte per la conoscenza, tutela, fruizione e promozione di questo patrimonio.
Conosco bene l'importanza dell'opera svolta dalla Commissione, anche perchè ne faccio parte fin dall'inizio come delegato dell'Università di Torino. In particolare, la collaborazione con l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione per la realizzazione di schede catalografiche per le diverse tipologie di collezioni si è rivelata preziosa in questi ultimi anni.
Da molto tempo però la Commissione non è più stata riunita. Noto anche che non è più indicata sul sito web della CRUI. Questo è causa di preoccupazione nell'ambito dell'Associazione che presiedo e che riunisce la grande maggioranza dei musei scientifici italiani, molti dei quali sono musei universitari. I Delegati rettorali che rappresentano i diversi Atenei nella Commissione Musei della CRUI sono quindi anche persone che afferiscono a musei nostri soci istituzionali. Inoltre, la nostra Associazione ha sempre avuto nella Commissione Musei un importante interlocutore per i problemi che riguardano i musei universitari.
Facendomi portavoce di queste preoccupazioni, La invito a valutare la possibilità di riattivare concretamente i lavori della Commissione Musei, procedendo, in tempi possibilmente brevi, alla nomina del suo Presidente. Mi rendo conto che stiamo vivendo un momento non facile per le Università italiane, ma proprio per questo è importante poter disporre di uno strumento di tutela e valorizzazione così importante come è stata fin dall'inizio la Commissione Musei della CRUI.
La prego, illustre Presidente, di voler gradire i miei più cordiali saluti.
Giacomo Giacobini
Monday, February 13, 2012
Numero quarantaquattro
Sunday, January 22, 2012
Numero ventidue
Torino, 22 gennaio 2012 - Numero ventidue

Tra gli oggetti delle collezioni del Politecnico di Torino, alcune macchine restano ancora sconosciute, anche se nel passato hanno svolto importanti funzioni nella ricerca. una di queste è la "macchina elettrica" che qui si presenta. Prima che la memoria scompaia del tutto si invita il pubblico a contribuire alla sua documentazione.
Numero ventuno
Torino, 21 gennaio 2012 - Numero ventuno

Il Progetto Alfieri finanziato dalla Fondazione CRT dal titolo “Analisi e valutazione di contesti storici e dell’impatto sul territorio dell’industria dei leganti nel Monferrato Casalese” ha visto coinvolti i Dipartimenti di Meccanica (prof. V. Marchis), Progettazione Architettonica e Disegno Industriale (prof. C. Bertolini), Ingegneria dei Sistemi edilizi e territoriali (prof. P. G. Bardelli) del Politecnico di Torino, nonché il Centro Museo e Documentazione Storica. Tema centrale del progetto è fra l’altro il come mantenere viva la memoria materiale di edifici obsoleti e di difficile reimpiego legati all’importante produzione di cemento naturale avviatasi alla fine del XIX secolo nel Casalese. Industria primaria del Casalese, dall'estrazione delle marne sino a tutte le attività di trasformazione, quella del cemento ha interessato per oltre cento anni migliaia di lavoratori nelle cave e negli impianti. Imprenditori e finanzieri, industriali e tecnici di rilievo hanno legato il loro nome al cemento dal Casalese: Riccardo Gualino, Giuseppe Porcheddu, Pietro Fenoglio, Giovanni Agnelli, le famiglie Buzzi e Pesenti. Numerose tracce materiali (stabilimenti, pozzoni, piloni, coperture di protezione, magazzini, manufatti artistici, macchinari,…) ormai abbandonate costellano il territorio casalese. Come fare a mantenere viva una memoria che ha bisogno di memoria materiale per sopravvivere?
La risposta richiede l'elaborazione di linee guida che aiutino nelle proposte di attuazione volte alla salvaguardia e alla rifunzionalizzazione dei reperti di archeologia industriale. Perché non rivolgere uno sguardo anche alla land art?. In questo caso i piloni in calcestruzzo armato delle teleferiche, che trasportavano i minerali dalle cave monferrine ai luoghi di lavorazione, potrebbero divenire i punti luminosi che ritracciano oggi i percorsi della marna. Un gioco di luci, eventualmente dai colori diversi, che richiama con una tecnica moderna un’attività antica di cui si vanno perdendo le tracce e i ricordi. (Olivia Musso)
Thursday, January 12, 2012
Numero dodici
Torino, 13 gennaio 2012 - Numero dodici
Per meglio chiarire la situazione dei musei universitari alla luce della riforma Gelmini (L.240/10), si fa notare che allo stato attuale risulta solamente approvato il nuovo Statuto del Politecnico di Torino di cui si è già riportato uno stralcio degli articoli relativi a questo tema. L’Università degli studi di Torino, nel suo Statuto, in attesa di approvazione da parte del Ministero, fa esplicito riferimento a un Distretto archivistico, bibliotecario e museale. Per altri Atenei, non essendo ancora disponibili i testi dei nuovi statuti bisogna attenersi ai precedenti ordinamenti. Sistemi museali di Ateneo, come più volte sollecitati dalla CRUI, sono presenti nelle università di Bari, di Napoli, di Padova, di Palermo, di Roma (dove è presente un Polo Museale e Orto Botanico). In attesa dei regolamenti, che di fatto dovranno stabilire i ruoli istituzionali di tali unità sia sul piano della governance sia su quello della ricerca, si suggerisce di tenere presente ciò che sancisce il Codice dei beni culturali e del paesaggio, dove si può leggere:
Articolo 1. [omissis]
2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.
4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale. [omissis]
Articolo 2. [omissis]
4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela. [omissis]
Articolo 10.
Sono beni culturali [omissis] d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte, della scienza, della tecnica, dell'industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose
E si ricorda infine che in seno alla CRUI esiste una apposita Commissione costituita dai delegati rettorali dei Musei scientifici universitari, di cui peraltro manca un riferimento diretto nel sito internet.









